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Location

DOVE SIAMO?

L’edificio storico dei Casini d’Ardenza si colloca nello splendido Lungomare di Livorno, sul Viale Italia.

Ci troviamo davanti ai bagni Pejani, tra la Baracchina Rossa e la Rotonda d’Ardenza.

Nel XIX secolo Livorno diventò una famosa meta estiva ambita dalla borghesia nazionale ed internazionale, in particolare inglese.

Vennero costruiti proprio qua i primi stabilimenti balneari d’Italia, i Bagni Pancaldi, che proposero un modello ripreso su tutto il lungomare. Nel 1835 la Società Casini e Bagni di Mare dell’Ardenza cominciò a realizzare appartamenti ammobiliati per i forestieri ed i villeggianti di passaggio a Livorno.

L’ARCHITETTURA DELL’EDIFICIO

Il complesso dei Casini d’Ardenza è stato progettato e costruito dall’architetto Giuseppe Cappellini, famoso soprattutto per aver progettato il Teatro Goldoni di Livorno. La costruzione dei Casini d’Ardenza entrò in funzione verso il 1845. La guida di Pietro Volpi del 1846, ne attesta già l’entrata in funzione, lodando la comodità degli appartamenti e degli ambienti di ricreazione.

I Casini sono costituiti da 13 palazzine unite in un solo corpo di fabbrica disposto a forma di omega. L’edificio si apre come un teatro verso la passeggiata a mare. La facciata principale, sormontata da un grande orologio, e le strutture laterali sono caratterizzate da un porticato con eleganti colonne in pietra arenaria.

Il complesso comprendeva una sala da ballo, una trattoria, sale da gioco e biliardo, scuderie e parco all’inglese sul retro.

GRANDUCALI CASINI D’ARDENZA

L’edificio divenne famoso quando fu abitato dal Granduca Leopoldo II e la sua corte: ciò gli valse il nome di “Granducali Casini D’Ardenza“.

L’ala meridionale del complesso, definita anche “Palazzo Sud”, fu di proprietà, dal 1900 al 1935, della famiglia del barone Herbert von Beneckendorff und von Hindenburg. Quest’ultimo era cugino del cancelliere tedesco Paul von Beneckendorff und von Hindenburg che resse le sorti della Germania fino all’avvento di Hitler. Il barone Herbert era molto conosciuto dalla popolazione locale da quando cominciò a frequentare da ragazzino la località balneare.

E NOI?

Le palazzine successivamente sono state suddivise per singoli privati. La nostra ‘Dimora Storica’, posta nel lato sud, si espande su tre piani e mantiene un grande giardino sul retro.

La nostra opera di recupero e ristrutturazione è durata 3 anni. Si sono mantenuti i pavimenti originali, caratterizzati da splendidi mosaici in seminato Veneziano, e recuperati gli affreschi presenti nell’ingresso, sulle scale e sui soffitti.

La sala delle colazioni e degli eventi riporta un affresco di Adolfo Tommasi che raffigura tre angeli che volteggiano in cielo.

Tommasi era un pittore italiano (Livorno, 1851 – Firenze, 1933) dello stile dei Macchiaioli le cui opere sono esposte anche agli Uffizi di Firenze,

 

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