328 60 98 998  |  Viale Italia, 407 - Livorno [Italia]  |   Scrivici

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Nel XIX secolo la fama di Livorno come località balneare crebbe tanto che il suo litorale subì una grande riassetto architettonico, i numerosi stabilimenti balneari sorti lungo la costa, avevano fatto di Livorno una rinomata meta estiva ambita dalla borghesia nazionale ed internazionale, in particolare inglese.  Pertanto, nel 1835, furono avviati i lavori per l’ampliamento della via litoranea (attuale viale Italia) che conduceva a quello che un tempo era il borgo d’Ardenza. Il punto d’arrivo della passeggiata a mare, a sud del centro cittadino, divenne quindi oggetto di un’intensa attività edilizia promossa dalla Società Casini e Bagni di Mare dell’Ardenza, che si proponeva di costruire appartamenti ammobiliati per i forestieri ed i villeggianti di passaggio a Livorno.

Il complesso dei Casini d’Ardenza è stato progettato e costruito dall’architetto Giuseppe Cappellini, famoso anche per aver progettato il Teatro Goldoni di Livorno. La costruzione, portata a termine in breve tempo, entrò in funzione verso il 1845, tanto che la guida di Pietro Volpi, redatta nel 1846, ne attesta già l’entrata in funzione, lodando la comodità degli appartamenti e degli ambienti di ricreazione.

I Casini sono costituiti da tredici palazzine – con 322 stanze – unite in un solo corpo di fabbrica, disposto a forma di omega e aperto come un teatro verso la passeggiata a mare. La facciata principale, caratterizzata da un grande orologio, e le strutture laterali sono caratterizzate da un porticato con eleganti colonne in pietra arenaria. Il complesso comprendeva una sala da ballo, una trattoria, sale da gioco e biliardo, scuderie e parco all’inglese sul retro.

L’edificio divenne famoso quando fu abitato dal Granduca Leopoldo II e la sua corte: ciò gli valse il nome di “Granducali Casini D’Ardenza“.  L’ala meridionale del complesso, definita anche “Palazzo Sud”, fu di proprietà, dal 1900 al 1935, della famiglia del barone Herbert von Beneckendorff und von Hindenburg, cugino del più famoso cancelliere tedesco Paul von Beneckendorff und von Hindenburg che resse le sorti della Germania fino all’avvento di Hitler. Il barone Herbert era molto conosciuto dalla popolazione locale da quando cominciò a frequentare da ragazzino la località balneare fino a poco prima la sua morte, avvenuta nel 1956 in Germania.

Le palazzine successivamente sono state suddivise per singoli privati, la nostra ‘Dimora Storica’, posta nel lato sud, si espande su tre piani ed è dotata di un grande giardino sul retro. La nostra opera di recupero è stata volta al mantenimento degli originali pavimenti, caratterizzati da splendidi mosaici, e al recupero degli affreschi presenti nell’ingresso, sulle scale e sui soffitti. La sala riporta un affresco di Adolfo Tommasi, pittore italiano (Livorno, 1851 – Firenze, 1933), che raffigura tre angeli che volteggiano in cielo.

 

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